Le app di contact tracing per sconfiggere il Coronavirus: il caso Immuni e non solo

Tracciare i contatti durante una pandemia è importante per identificare le persone contagiate e quelle con cui le stesse si sono rapportate.

redatto da Aryon Solutions | Cyber Security | 01-06-2020

Tracciare i contatti durante una pandemia è importante per identificare le persone contagiate e quelle con cui le stesse si sono rapportate. 

Riguardo a ciò e in relazione all’esigenza di fronteggiare l’emergenza Coronavirus, nelle ultime settimane si sta sentendo parlare molto di app di contact tracing, con cui ci si riferisce al processo di identificazione e segnalazione di alcune precise informazioni

Sembrerebbe essere questo lo strumento necessario per affrontare il periodo che stiamo vivendo a causa del Coronavirus e consentire un graduale ritorno alla normalità. 

I sistemi di contact tracing in giro per il mondo

 Seppur in Italia i lavori procedano a rilento, sono molti i sistemi di contact tracing già in utilizzo nel resto del mondo, il più delle volte su base volontaria. 

Eccone alcuni tra i più importanti realizzati proprio per ridurre la diffusione del Coronvirus nei diversi Paesi. 

In Australia sta avendo molto successo COVIDSafe: l’app è già stata scaricata più di un milione di volte, segnando una forte partecipazione al progetto da parte degli australiani. 

A Singapore, l’applicazione di tracciamento contro il Covid-19 si chiama TraceTogether, ma in questo caso i risultati del suo impiego sono ancora difficili da interpretare. 

Sembra essere riuscita a contenere la pandemia senza problemi, invece, Corona 100m, l’app di “sorveglianza” della Corea del Sud. Tuttavia non senza aiuti: l’obbligo dell’app è stato unito ad un sistema incrociato che collega l’esito dei tamponi ad un sofisticato software. 

In Cina è in uso lo strumento più invasivo dal punto di vista della privacy, dal nome Health Code. Viene adoperato per assegnare alle persone un QRcode di un colore diverso (verde, giallo, rosso) che stabilisca il grado di mobilità e di libertà possibili. 

Il 2 giugno in Francia dovrebbe essere lanciata l’app StopCovid mentre per il Belgio “non c’è bisogno di contact tracing”, come ha riferito il ministro delle Telecomunicazioni Philippe De Backer.

Il caso di Immuni. Ma attenzione agli attacchi informatici… 

E Immuni? L’applicazione sviluppata dalla società milanese Bending Spoons sembra ancora in alto mare. Ad oggi sembrerebbero cinque le regioni che hanno accetto di sperimentarla, con il caso del Friuli-Venezia Giulia tutto da capire. Il Governatore della regione ha ritirato la proprio disponibilità poche ore dopo averla data. 

Come si legge dai documenti pubblicati su GitHub, Immuni seguirà il modello decentralizzato di Google e Apple, con i dati raccolti che saranno conservati sui singoli device e non centralizzati su un server. Inoltre, non traccerà gli spostamenti ma solamente i contatti in prossimità tra smartphone e non sarà obbligatoria scaricarla. 

Per quanto riguarda la sicurezza informatica, come reso noto da Agid-Cert nelle ultime ore sarebbe entrato in azione un virus dal nome FuckUnicorn che diffonde un ransomware con il pretesto di far scaricare un file denominato Immuni. L’appello, ovviamente, è di non cliccarci sopra.