L’introduzione dei principi di apertura “by design” e “by default” stravolge il GDPR

I principi di ‘openness by design’ e ‘openness by default’ (Art. 3,2 bis) andranno ad alterare l’attuale assetto normativo europeo relativo alla protezione dei dati, ovvero il GDPR. Questa ragguardevole decisione del Parlamento europeo riguarda il cosiddetto uso secondario delle informazioni, ovvero il riutilizzo delle informazioni nel settore pubblico.

redatto da Aryon Solutions | GDPR e Data Protection | 11-09-2019

I principi di ‘openness by design’ e ‘openness by default’ (Art. 3,2 bis) andranno ad alterare l’attuale assetto normativo europeo relativo alla protezione dei dati, ovvero il GDPR. Questa ragguardevole decisione del Parlamento europeo riguarda il cosiddetto uso secondario delle informazioni, ovvero il riutilizzo delle informazioni nel settore pubblico.

Gli effetti di questa decisione andranno a compromettere l’attuale GDPR, che rappresenta un vanto a livello europeo sul controllo del trattamento dei dati personali ed un esempio da seguire ed applicare anche per il mercato americano. Difatti, la presente normativa europea GDPR ha condizionato le prassi operative dei Giganti del web mostrandosi molto efficace nel sostenere una maggiore protezione dei dati degli utenti. Tuttavia, tale normativa sarà oggetto di un importante stravolgimento e verrà contrastata dalla nuova direttiva secondary use.

Nello specifico, l’introduzione di questa nuova direttiva porterà ad un evidente paradosso e ad un problema rilevante su cui riflettere attentamente. In particolare, se da una parte, il pubblico e i privati, nella raccolta dei dati dovranno osservare tutta una serie di standard fissati nel rispetto della privacy, dall’altra parte, una volta in possesso di tutti questi dati ed informazioni importanti saranno obbligati a metterle a disposizione di chiunque.

Con la nuova direttiva secondary use, tutte le aziende private potranno quindi chiedere alle aziende pubbliche di avere l’accesso ad informazioni private, che rappresentano per loro una pregiata fonte su cui costruire il loro successo più facilmente.

Questa nuova direttiva aprirà, dunque, l’accesso alle aziende ad un’abnorme quantità di informazioni e dati privati delle persone e permetterà loro di conoscere meglio le nostre identità e comportamenti e sulla base di questi sviluppare nuovi servizi, prodotti e applicazioni. 

Tale direttiva si presenta dunque come un’opportunità per le aziende private e un maggiore rischio per le persone e per la tutela dei nostri dati personali svantaggiando allo stesso tempo anche le aziende pubbliche che non saranno più in grado di competere allo stesso modo con le aziende private. 

Fonte: https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/secondary-use-cosi-la-ue-ribalta-il-gdpr-e-apre-allaccesso-indiscriminato-ai-nostri-dati/