Come si misura il successo di un’app mobile?

Ecco alcuni parametri importanti.

redatto da Aryon Solutions | Cyber Security | 05-07-2018

Scegliere di investire nello sviluppo di un’app mobile è importante, ma lo è ancora di più capire e saper misurare in un secondo momento l’efficacia di tale strumento e l’utilizzo che ne fanno gli utenti. Spesso non basta il numero di download per capire la buona riuscita o meno di un progetto di sviluppo mobile, servono KPI adatti come ad esempio: Cost per Install, Cost per Engagement, Life time value.


Nel mondo mobile sono sì fondamentali i download delle applicazioni, ma a generare un valore maggiore sono gli usi continuativi. Se un’app viene scaricata, ma poi non viene utilizzata o, peggio ancora, viene cancellata, non è di certo un buon risultato, anzi! Promuovere la fidelizzazione, proponendo eventualmente degli in-app purchase, è una delle chiavi per il successo. Si evince quindi che evitare l’abbandono dell’app è uno degli obiettivi da perseguire, tanto in fase iniziale, quando cioè si progetta e sviluppa l’app, tanto in seguito alla pubblicazione sugli Store, con tutta una serie di iniziative di mobile marketing atte a mantenere alto l’utilizzo e l’interesse.


Affidarsi a dei professionisti del settore garantisce in primis di creare delle app graficamente piacevoli, in linea con le aspettative degli utenti, a livelli sia di design sia di funzionalità e modalità d’uso, ma anche di avere una consulenza circa le metriche da seguire per analizzare correttamente le performance delle app. È dunque utile per valutare se effettivamente è stato creato valore e con quali costi, per avere cioè una verifica reale del raggiungimento degli obiettivi posti.


CPD - Cost Per Download

è uno degli indicatori più importanti, per misurare e tracciare l’efficacia o meno di una campagna. Viene applicato sul numero di app scaricate e mette in evidenza il ROI, ma senza distinguere fra traffico organico e indotto.


CPI - Cost Per Install

Ancora più sofisticato è il CPI che invece stabilisce l’efficacia a livello promozionale dell’installazione del software sul device, che viene monitorata e tracciata grazie all’apertura dello stesso una volta effettuato il download.


CPE - Cost Per Engagement

Il CPE (Cost Per Engagement) viene di solito preso in considerazione quando si vuole studiare il re-targeting degli utenti che magari  hanno fatto il download, ma non usano l’applicazione mobile.

ARPU – Average Revenue Per User

Si tratta del ricavo medio per utente, il quale si ottiene dal rapporto tra il fatturato complessivo ed il numero di utenti. Si consiglia di confrontare questo dato con il risultato del CPLU, che è il costo per utente fidelizzato e che si ottiene dal rapporto tra la spesa sostenuta per la promozione dell’app ed il numero di utenti fidelizzati. Ovviamente, un risultato positivo è quando il valore dell’ARPU è superiore rispetto al CPLU, in quanto vuol dire che il guadagno medio per ogni utente è più alto della spesa sostenuta per ciascun utente.


CLV – Customer lifetime value

Il valore dei progetti è dato dai clienti, dagli utilizzatori, per questo è importante anche stimare il valore generato da ogni utente, il quale è un chiaro indicatore della loro profittabilità. Il vero punto di forza è quello di riuscire a scorporare i vari passaggi e gli elementi che costruiscono la UX (User Experience), che rimane poi la vera chiave di successo per sviluppare una buona applicazione.


RR – Retention Rate

La Retention Rate è il tasso di retention, cioè il numero degli utenti che aprono l’app dopo un certo periodo di tempo dal download. Questo valore è utile per capire quanto l’app piace ed è ritenuta interessante e serve anche per calcolare il tasso opposto, cioè l’abbandono. Quest’ultimo è noto come CR, cioè Churn Rate e si calcola togliendo il valore della Retention Rate a 1, CR = 1-RR.


Oltre a queste metriche di natura meramente tecnica, sono utili anche le statistiche circa i comportamenti degli utenti e del loro coinvolgimento. Occorre quindi monitorare ed analizzare le loro attività in termini di tipologia di dispositivo mobile, localizzazione geografica, tempo di utilizzo, ma anche l’identità di chi utilizza l’app. Avere queste informazioni consente di attuare delle strategie mirate e mettere in pratica delle campagne ad alto potenziale di conversione.  Altrettanto importanti sono le informazioni circa l’utilizzo effettivo delle app, delle funzionalità che vengono intraprese, delle fasce orarie, della durata delle sessioni e del traffico che esse generano.


Non dimentichiamo poi che si possono prevedere ed inserire delle sezioni per le recensioni o delle love ratio per consentire direttamente agli utenti di esprimere il loro gradimento circa l’app. Gli utenti possono quindi rispondere a delle domande o assegnare una stella per comunicare il loro apprezzamento e ciò è uno strumento utile anche per attirare nuovi clienti. Tutti noi quando vediamo delle recensioni positive e delle ottime valutazioni siamo incuriositi e maggiormente predisposti a compiere un’azione, che sarà differente in base al tipo di contesto in cui ci troviamo.



App Store Optimization per avere visibilità a basso costo

Importante naturalmente anche guardare il posizionamento dell’applicazione nel proprio settore rispetto ai competitor, per capire e fare una valutazione di efficacia. Con quasi più di 4 milioni di applicazioni mobile pubblicate, si comprende bene che diventa sempre più necessario imparare a conoscere anche le tecniche di ottimizzazione sugli Store (ASO- App Store Optimization), per ottenere maggiore visibilità e aumentare le conversioni.


FONTI:  www.cosmobile.com - www.niceapp.it