Attacchi hacker e Smart Working: il caso Eurolls

Imparare una lezione importante per il lavoro da casa

redatto da Aryon Solutions | Cyber Security | 14-12-2020

Negli scorsi giorni è stata riportata una notizia riguardante l’attacco hacker ai danni di una azienda friulana, avvenuto sfruttando gli accessi di un dipendente che stava lavorando in modalità Smart Working. Tutto questo ha causato il blocco dell’intero sistema informatico dell’azienda, mettendo in luce quanto la sicurezza dei sistemi digitali, in un periodo come questo, sia di primaria importanza, visti i nuovi pericoli che possono sorgere dalle modalità di lavoro in remoto. 

Stiamo parlando, tra l’altro, di un’importante azienda produttrice di rulli in acciaio e carburo di tungsteno per la siderurgia con sede ad Attimis e stabilimenti produttivi in Carnia, a Milano, in Messico e Brasile che dà lavoro a 150 addetti in Friuli. Un’impresa dal fatturato annuo di circa 29 milioni di euro che presenta un’alta percentuale di esportazioni in tutto il mondo.

L’attacco ricevuto sembra aver intaccato solo i sistemi di corrispondenza e di fatturazione, creando disagi nei rapporti con i clienti. Tutto questo, inoltre, ha causato l’impossibilità di lavoro per molti dei dipendenti, che sono stati posti in ferie forzate. Per capire l'entità dell'accaduto basti pensare che è stato possibile tornare alla normale operatività dopo circa un mese. 

L’azienda ha riportato quindi, sia danni a livello strutturale sia nei legami con la clientela, tanto più che in quello stesso periodo aveva avviato contatti per un lavoro negli Stati Uniti del valore di 12 milioni di dollari. Pur non avendo colpito la parte produttiva, le conseguenze sono state comunque importanti e l’attacco ricevuto è stato forte e diretto, nonostante l’ottimo sistema di sicurezza adottato dall’impresa.

Infatti, Eurolls si è da subito adoperata nella risoluzione del problema, affidandosi alla Polizia Postale e ad altri esperti informatici che potessero risolvere la situazione e scovare i colpevoli. Nonostante il pronto intervento di queste figure, pare non sia stato possibile risalire agli hacker e, cosa anomala, pare non sia stato richiesto nessun riscatto dagli stessi.

Cosa ci insegna questa storia?

Innanzitutto che l’attenzione verso la propria sicurezza informatica deve essere al primo posto tra le necessità di un’azienda. Al giorno d’oggi gli  attacchi hacker stanno diventando sempre più frequenti per via delle nuove modalità di lavoro che la pandemia mondiale ha imposto: proprio per questo, è raccomandabile che ogni impresa si doti di sistemi che rendano sicura la propria infrastruttura digitale. Sistemi che devono essere continuamente aggiornati e perfezionati, così da essere sempre pronti a fronteggiare ogni tipologia di attacco.

Inoltre, dal momento che si decide di optare per il lavoro agile, si deve essere certi della sicurezza del proprio sistema in qualunque situazione si possa trovare un dipendente. Lavorare da casa deve significare, per un lavoratore, svolgere le proprie attività nelle stesse modalità che offre l’ufficio e quindi con lo stesso livello di sicurezza per sé stesso e per l’azienda.