Assistenti vocali: vantaggi o minaccia per la privacy?

Sono sempre di più i device tecnologici che vengono utilizzati nella nostra vita quotidiana. Smartphone, tablet, laptop, wearable device sono solo alcuni dei dispositivi che stanno sempre più rivoluzionando il nostro modo di comunicare, di interagire e di vivere.

redatto da Aryon Solutions | Cyber Security | 22-08-2019

Sono sempre di più i device tecnologici che vengono utilizzati nella nostra vita quotidiana. Smartphone, tablet, laptop, wearable device sono solo alcuni dei dispositivi che stanno sempre più rivoluzionando il nostro modo di comunicare, di interagire e di vivere. 

Tra gli ultimi prodotti innovativi che in questi anni stanno avendo un notevole successo sul mercato dei dispositivi tecnologici ci sono i cosiddetti smart speaker con i propri assistenti vocali contenuti al loro interno. I principali sono Amazon Echo con Alexa, Google Home con Google Assistant, Apple HomePod con Siri. 

Ma cosa sono gli assistenti vocali?

Gli assistenti virtuali sono dei software in grado di rispondere ai comandi vocali, e dunque, capaci di dialogare e compiere le operazioni richieste dagli utenti. I più noti e venduti in Italia sono Google Assistant e Alexa. 

Le operazioni che possono essere svolte da questi “maggiordomi” della domotica sono svariate. Per esempio, questi assistenti vocali possono essere utilizzati per:

- avere notizie o informazioni di vario tipo, ad esempio sul meteo, traffico, ecc.;

- inviare messaggi;

- ascoltare la propria playlist preferita;

- fare un acquisto;

- controllare e gestire i dispositivi elettronici in casa, quindi ordinare ad esempio l’accensione delle luci o l’avvio della lavatrice ecc.

Tutto questo è possibile semplicemente chiedendo a voce al proprio assistente l’operazione da eseguire. Inoltre, grazie al sistema cloud che è alla base del suo funzionamento, gli assistenti sono in grado di conoscere ed apprendere le abitudini e le preferenze degli utenti fornendo risposte più personalizzate in funzione delle loro specifiche esigenze.

Oltre a tutti questi vantaggi per gli utenti altrettante sono le opportunità anche per le aziende, che ad esempio, possono utilizzare gli smart speaker nel facilitare i processi di vendita e nell’assistenza ai clienti. Tutto ciò richiederà anche nuove forme di Advertising con contenuti audio. 

Ma quali sono i rischi?

L’installazione di questi dispositivi intelligenti nelle nostre case implica anche diversi pericoli per la privacy degli utenti.

Infatti, uno dei casi emersi in questi giorni riguarda proprio Google che, secondo quanto rilevato da un’emittente radiofonica e televisiva belga VRT NWS, subappalta a professionisti esterni il compito di descrivere estratti audio delle registrazioni di tutto ciò che gli utilizzatori di smart speaker chiedono a questi device.

Questa informazione è stata confermata dal portavoce di Google per il Belgio, che ha specificato che gli estratti delle registrazioni sono scollegati delle informazioni degli utenti e che tali trascrizioni riguardano una minima parte delle registrazioni, solo "circa lo 0,2 per cento di tutti i frammenti audio", che vengono realizzate con l’unico scopo di migliorare lo sviluppo di nuove tecnologie, quindi di consentire una risposta più efficace ed adeguata ai comandi richiesti dagli utilizzatori.

Tuttavia, nonostante tutti questi estratti delle registrazioni siano scollegati dalle informazioni degli utenti, spesso è possibile scoprire l’identità di chi viene registrato

Inoltre, nonostante tutte le aziende garantiscono la massima riservatezza dei dati raccolti ed il totale rispetto della privacy degli utenti, il caso Google non è isolato. A tal proposito anche Blomberg, azienda globale di tecnologia e informazione, ha dichiarato che anche Amazon.com Inc e Apple hanno realizzato questo tipo di operazioni che possono essere un rischio e minacciare la privacy degli utenti. 

Sotto questo aspetto in Germania, a seguito della conferma di Google che alcune conversazioni sono state ascoltate dai propri dipendenti senza il consenso degli utenti, è stata avviata un’indagine sull’assistente vocale di Google per verificare la conformità di tali assistenti vocali ai requisiti di protezione dei dati previsti dal GDPR. A tale scopo è stato infatti richiesta anche l’interruzione delle pratiche di ascolto e della trascrizione delle registrazioni nei prossimi tre mesi in tutta l’Unione europea.

Trattandosi di device che restano in ascolto, il pericolo che il loro utilizzo implica riguarda il fatto che tali registrazioni possono essere effettuate ovunque e questi registratori possono essere attivati involontariamente registrando, in tal modo, anche conversazioni ed informazioni private.